Intervista by Hollywood The Write Way

Melody Simpson del blog Hollywood The Write Way ha intervistato Alex. Melody, in un post successivo, ringrazia i fans di Moonlight, perchè l’intervista ad Alex è stato il post che ha ricevuto più visite in un unico giorno da quando il blog è stato creato! Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto Alex sia amato e di quanto i fans di Moonlight siano attaccati a lui.

Clicca di seguito per leggere la traduzione dell’intervista a cura di Byby del MTIC.

Da grande fan di Moonlight, era una missione di estrema importanza (sin da quando è stato fondato Hollywood The Write Way) intervistare l’attore australiano Alex O’Loughlin. Dopo che quest’anno la CBS ha cancellato Moonlight, migliaia di fan sono rimaste a chiedersi cosa ciò significasse per Alex O’Loughlin. Quanto tempo ci sarebbe voluto prima di rivederlo in un ruolo principale sul piccolo schermo? Lo scorso agosto, i fan hanno avuto la loro risposta – be’, all’incirca. Continuate a leggere per scoprire cosa ha da dire il nostro vampiro preferito riguardo ai suoi progetti futuri, Moonlight e altro ancora.

Parlaci dell’ accordo annuale che hai siglato con la CBS.

Moonlight è finito, il che è stato molto triste e poi sono partito immediatamente per il Messico per due settimane. Quando sono tornato a casa, c’erano alcune offerte da diversi studios e network. L’accordo per me più vantaggioso è stato quello che la CBS ha offerto. Sono stati disponibili a trattare alcuni punti che volevo inserire, il che è stato fantastico e ho discusso di dove mi sarebbe piaciuto indirizzare la mia carriera. Da allora, ho sviluppato una serie originale insieme al produttore esecutivo e sceneggiatore principale di Criminal Minds, Simon Mirren, che abbiamo messo insieme sotto Mark Gordon. E’ un’idea originale per cui, al momento, siamo nel mezzo della promozione. Sarà un drama di un’ora che produrrò e di cui sarò protagonista. E’ una storia di redenzione ma da un punto di vista molto differente.

Qual è la trama del tuo prossimo film, Whiteout, e puoi spiegare il tuo personaggio?

E’ basato su un fumetto. Interpreto un pilota australiano che vive in una base insieme ad un gruppo di persone. Sono un personaggio ambiguo, non sono proprio un tipo sfacciato, che combina un po’ di più di quel che sappiamo. E’ diretto da Dominic Sena, prodotto da Joel Silver e ho lavorato con un gruppo di persone davvero grandioso. E’ un thriller ambientato in Antartide. Sono molto emozionato all’idea di vederlo, in realtà, ne ho visto molto poco fino ad ora.

Ti ricordi il giorno in cui hai scoperto di aver ottenuto la parte per Moonlight?

Sì che me lo ricordo! Ero a Montreal e ho ricevuto una chiamata da Joel Silver. Disse che aveva bisogno che prendessi un aereo per andare a New York immediatamente. Penso fossero le 5 del pomeriggio e i negozi avrebbero chiuso alle 5.30 quindi sono dovuto correre in città e prendere una valigia. Ho dovuto prenotare un volo in 45 minuti, salire su un aereo per NY e poi non appena arrivato a NY, mi è stato detto che il cast del pilot era stato mandato via. Sai cosa, mi sto riferendo a quando ho scoperto che lo show era stato scelto, non a quando ho scoperto di aver ottenuto il ruolo.

Va bene, puoi parlare di qualunque cosa tu voglia.

(ride) Quindi non avevo un cast! Ho scoperto anche che non l’avrebbero più chiamato Twilight, l’avrebbero chiamato Moonlight e c’erano stati alcuni cambiamenti nel copione. Poi mi sono ritrovato in piedi su un palco alla Carnegie Hall e la polizia non sapeva chi fossimo o cosa stessimo facendo… e questo è stato l’inizio di Moonlight.

Guidaci attraverso l’ultimo giorno di riprese di Moonlight.

L’ho tipo un po’ rimosso dalla memoria. Gli ultimi giorni mi si sono tipo sovrapposti. Sono stati densi d’impegni e stavamo girando come matti, finendo il lavoro nelle prime ore del mattino. Il sole sarebbe sorto e noi eravamo lì da 18, 19, 20 ore. Alla fine dell’ultimo giorno, tutti tipo si trascinavano verso le loro auto per tornarsene a casa e dormire un po’. Vorrei poterti dire che è stato un po’ più potetico ma credevamo che saremmo tornati. E’ stato triste.

Che caratteristiche hai portato nel tuo personaggio che non erano scritte sul copione?

Ho provato a portare senso dell’umorismo e dell’ironia. La gente intorno a lui non capiva l’ironia della situazione. Ho provato a portare più passione. Detto questo, il personaggio era molto ben scritto. Gli sceneggiatori e i creatori originali erano fantastici. C’erano molte strade che avrei potuto prendere con il mio personaggio ma il loro scrivere, ha reso il mio lavoro facile quindi, devo ringraziarli molto.

Raccontami cosa ti sarebbe piaciuto veder accadere, non cosa pensi sarebbe accaduto se ci fosse stata una seconda stagione di Moonlight per quanto riguarda il triangolo amoroso Mick, Beth e Coraline.

Mi sarebbe piaciuto vedere Mick e Beth iniziare ad esplorare insieme la loro relazione e vedere dove sarebbe andata. Anche buttare in mezzo Coraline per rendere le cose piccanti e mettere un ostacolo sulla strada di Mick e Beth per motivi di drammaticità. Coraline non sarebbe andata via tanto presto e c’era molto da scoprire in proposito. Avrei anche voluto esplorare se mai la vera natura di vampiro di Mick, da creatura immotale che vive di sangue umano, sarebbe mai salita in superficie e se a Beth sarebbe importato di essere più esposta al pericolo di quanto lo sarebbe stata se non fosse stata con Mick.

Hai una battuta preferita di Moonlight?

Sì, Lola dice: “Ricorda cara, per metà il mondo è notte” (da B.C.). L’adoro! La scrivo su alcune foto quando la gente mi chiede l’autografo (ride). L’adoro.

Ci puoi dire qual è il tuo episodio di The Shield che hai girato per la FX?

L’ultimo perché non volevo che quell’esperienza terminasse. The Shield è molto ben scritto e tutti gli sceneggiatori sono molto intelligenti! Essere in grado di aprire le porte a calci, lavorare con le armi, arrestare le persone, fare inseguimenti in auto… è tutto molto divertente. I dialoghi erano ugualmente divertenti perché gli sceneggiatori sono incredibili. Non riesco proprio a circoscrivere il mio episodio preferito che abbiamo girato perché l’intera esperienza è stata fantastica. Ogni episodio diventava sempre meglio.

Raccontami delle riprese dei film The Invisible e August Rush.

The Invisible è stato girato a Vancouver ed ero un protagonista ma non il protagonista principale. Quindi ho avuto un sacco di tempo libero a Vancouver in un bellissimo periodo dell’anno quando si stava avvicinando l’inverno. IL mio personaggio si esercitava parecchio visto che aveva un sacco di tempo a disposizione così ho corso 10-12 miglia al giorno per 5 gioni a settimana e rasato la testa per il ruolo. E’ stato molto fisico ma è stato divertente. C’è una parte nel film in cui il personaggio di Margarita Levieva, Annie, mi teneva sotto tiro sul ciglio di un precipizio. Quando mi ha spinto giù dal piccolo precipizio, l’ha fatto veramente! Avevo un cavo. La scena che hanno usato era proprio quando ho quasi perso l’equilibrio, quindi era divertente.

August Rush è stata un esperienza meravigliosa. Ho letto il copione fino alla fine mentre stavo girando The invisible e l’ho adorato e l’ho letto da capo. Ho realizzato che dovevo far parte di quel film. Ho buttato giù due test in uno studio di Vancouver. Ho suonato la chitarra e cantato un paio di canzoni e fatto alcune scene con dialoghi. In realtà era per ottenere il ruolo principale che poi è andato a Jonathan Rhys Meyers. Ho parlato con la regista, Kirsten Sheridan e mi disse che avevano bisogno di un nome conosciuto per quella parte ma che le sarebbe piaciuto darmi il ruolo di Marshall. Riscrisse il personaggio, ha sviluppato ulteriormente quel ruolo perché era molto più limitato all’inizio. Abbiamo vissuto tutti insieme a NY e non avevo mai vissuto a NY prima quindi, è stato uno dei momenti più belli della mia vita.

Qual è stata la cosa più importante che hai imparato su te stesso arrivando dall’Australia e facendoti strada ad Hollywood?

Ho imparato a essere in grado di sostenere te stesso e darti ciò di cui hai bisogno. E’ veramente un settore da tagliagole dove puoi essere steso al tappeto e rifiutato molto spesso. Se non ti sostieni, nessun altro lo farò quindi hai davvero bisogno di imparare a rialzarti, toglierti la polvere da dosso e continuare. Di non prenderti troppo sul serio. Tutta questa roba è davvero meravigliosa ma se tutto dovesse precipitare domani, andrebbe bene lo stesso. Posso tornare a casa e fare qualcos’altro. Non che voglia farlo ma riguarda il mantenere la giusta prospettiva delle cose.

~ di BabyJenks su Ottobre 15, 2008.

2 Risposte to “Intervista by Hollywood The Write Way”

  1. fiuuhhhhh:-) grande intervista, traduzione impeccabile! per forza ah ah besos

  2. Eeehhh… byby è sempre una grande. Poi tradurre Alex non è mai semplice XD Ma lei alla fine la spunta!

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